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Diari pisani


lunedì, 07 settembre 2009
Sì dunque
Son qua.
Praticamente in questo mese e spiccioli in cui il blog è stato abbandonato a se stesso io ho sostanzialmente fatto dell'altro.
Prima di tutto, e in ordine cronologico, mi sono riposata dalla giornata in dipartimento. Questo mi ha preso circa nove giorni e quattro ore di sonno.
Poi sono andata in montagna con il Reparto Geriatrico - si escluda Puzzy -, dove ho continuato a dormire per tredici giorni e sei ore, studiando Persiano tra un pisolino e l'altro.
In seguito ho preso un aereo e sono andata ad Atene In Fiamme, dove non ho visto l'ombra di un fuocherello. Ad Atene ho mangiato, ho dormito - ma va'? - ho camminato parecchio e ho assorbito molta grecità di prima mano, finalmente. Atene è una città tutto sommato simpatica, a cui non toglierei neppure l'ubriacone lungo e tirato in mezzo alla stazione della metro di Omonia. Toglierei però gli incompetenti e malmostosi tizi delle biglietterie di musei e rovine varie, e aggiungerei un po' di cura per il patrimonio culturale immenso del suolo greco. Che è pressoché abbandonato a se stesso e, fatto ben più pericoloso, ai turisti.
Qualche tempo dopo, ho preso una nave - leggere "barcone" - che con mare forza mille ti mostrava tutto da prospettive inusuali e dopo qualche ora degna di Gardaland sono rotolata su suolo Mykonese, dove un pullmino che aveva solo la prima e la seconda ci ha raccolti e trasportati al campeggio prescelto, in un viaggio in cui pensavo che non avrei mai rivisto l'Italia.
Mykonos è un bel posto, non fosse per i truzzi.
Si può scegliere di non vedere i truzzi e godersi il mare meraviglioso, gelido e pochissimo affollato - chissà perché -.
Si può scegliere di ignorare l'italiano parlato all around you e parlare inglese per partito preso.
Insomma, Mykonos, tolti gli italiani e i truzzi - gli italiani truzzi, mostly - è davvero un bel posto.
Poi però sono dovuta tornare a casa.
E il giorno dopo a Pisa.
Dove ho deciso, letteralmente "quando mi sono alzata la mattina" di andare a verbalizzare il 23 di Informatica, in barba alla mia media, senza pensare che adesso parto da 101 virgola sei virgola qualcos'altro e ciò non mi piace.
Quando sono tornata da Pisa, uno dei miei gatti era sparito misteriosamente.
Lo stupido felino - di sesso femminile - è ricomparso stamani, salvato da Puzzy dentro la cantina di un vicino, in cui era intrappolato da mercoledì, senza cibo.
Lo stupido felino non ha perso un etto, e con il self-control e la signorilità che la distingue, si è riambientato nel proprio habitat mangiandosi giusto un pochinino di carne e lasciando il resto al compare, che più che al ritorno della socia pensava alla doppia razione di cibo.
Oggi pomeriggio ho "deciso" - le virgolette non le commento, è troppo triste - i nuovi corsi: filologia armena, baltica, celtica; arte medievale; greco 2.
Adesso devo preparare filologia romanza in due settimane...
Meno male che l'anglonormanno è simile al dialetto lombardo.
Ciao lettori.


cilidif | 22:42 | commenti (1)
vacanze, cogito, inclassificabili




lunedì, 04 agosto 2008
Una serie di cose
Stamattina mi sento ricreata nello spirito dopo aver letto il blog "I colori dell'amiciAzia", pescato dal mio sensore speciale nella prima pagina di Splinder.
Detto questo, adesso vi posso rivelare che sono andata in vacanza in Andalusia e le cose si sono così svolte.
Malpensa: check in e Bob senza carta d'identità. Bon si salva in corner con la patente. Mentre aspettiamo il nostro volo, arrivano tre tizi che sembrano usciti dal Nido del Cuculo, chiamati dall'altoparlante per imbarcarsi con la massima urgenza sul volo per Ibiza. Commentano "Ci eravamo persi". Malpensa terminal 2, un labirinto per la mente umana medio-bassa.
Arrivo a Malaga e bus per Granada, dopo pranzo a base di panino coi calamari (?)
Granada: stanza che dà sul corso principale per bar e locali. Flautisti, fisarmonicisti,
ubriaconi, bimbiminchia e gente di ogni specie sotto la finestra fino alle 2 di ogni santa notte. Colazione "Muori in compagnia" con cioccolata e churros, bastoncini di pasta fritti della misura perfetta di una qualsiasi arteria del nostro corpo, dove si sono piazzati il 26 luglio e ancora si godono il confort. Visita dell'Alhambra, palazzo reale arabo che fa una pippa a Oriana Fallaci coi suoi deliri del popolo inferiore: fontanelle, fiumiciattoli, arabeschi, piastrelline di ceramica. Gli Arabi erano dei geni del riempimenti di quadrettature. Visita dell'inutile Albaicyn e dell'ulteriormente inutile Sacromonte, due colline popolate di case bianche dove la temperatura all'ombra è di 68 gradi centigradi e la gente esce solo tra mezzanotte e le 3 di mattina. Camminata lunga e silenziosa nella speranza di trovare qualcosa. Strada del ritorno percorsa rovesciandosi vicendevolmente in testa gli ultimi centilitri d'acqua potabile. Terme arabe. Figata. Altra pippa a Oriana Fallaci. Varie cose barocche e imponenti tipo la Cattedrale, che celebra le glorie imperiture di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, i Re Cattolici protettori di Colombo.
Cordoba: grossa brutta città con incantevole centro storico intonacato di bianco, in cui ci perdiamo consapevolmente per trovare angoli nascosti di pace e quiete. Patios coi vasetti di fiori appesi ai muri, poca gente in giro, musica arabeggiante e melodie ebraiche. La sinagoga e la moschea con le sue 856 colonne di marmo bianco e rosso. Le melanzane cotte nel miele - ricetta ebraico-sefardita - e la sangria più buona della Terra. Sala da té araba con i cuscini i divanetti e le lampade soffuse, ma soprattutto quel meraviglioso e inebriante té fatto con ogni pianta che riesca a vivere in quelle zone secche e calde che piacevano ai Mori perché sapevano di casa loro: gelsomino, loto, rose, datteri, spezie varie, arance e limoni. A Cordoba ostello con camera sporca e stretta ma climatizzata: temperatura costante 18 gradi. Amene discussioni serali nel patio su argomenti filosofici quali la terza tetta e la comicità dubbia dei Peanuts.
Malaga: orribile sporca e inquinata città di mare che sembra un unico grande quartiere popolare anni '50. Tre metri quadri di centro storico che valgono una passeggiata serale e trenta chilometri di spiaggia riarsa con un mare che sarebbe meglio utilizzabile se avesse meno assorbenti galleggianti. Ma ci serve solo un giorno, per rilassarci dopo la vacanza molto faticosa e essere all'aeroporto la mattina seguente a un'ora utile. La stanza è molto pulita e così il bagno comune. Ma manca tragicamente l'aria condizionata. Mi sveglio alle 4 di mattina boccheggiando e mi entra in gola una folata di vapore.
Aeroporto di Malaga: colazione-furto, acqua e succo di frutta a 7 euro. Checkin per primi, in anticipo di due ore, e volo in ritardo di un'ora. Proseguimento del riposo notturno sui divanetti della sala d'attesa. L'aria condizionata mi blocca la schiena, così che arrivo a Malpensa muovendomi come una che si accompagna felicemente a un manico di scopa. I bagagli per motivi tecnici non arrivano. I bagagli per motivi tecnici continuano a non arrivare.
Poi arrivano.
Andiamo tutti a casa a dormire dopo esserci vicendevolmente ringraziati dell'ennesima bellissima vacanza insieme.


cilidif | 11:18 | commenti (1)
vacanze, amici




giovedì, 24 luglio 2008
Io vado
Io vado in Spagna, che praticamente è l'ex-vacanza in Irlanda ed ex-vacanza in Francia. Siccome devo essere a Malpensa tra cinque ore vi saluto tutti e se riesco ad andare e tornare tutta intera ci si risente tra una settimana.

PS No, non vado a Ibiza a farmi di coca in discoteca.
Dove vado?
Sorpresa.


cilidif | 22:38 | commenti
vacanze, amici, ad ventura