Vita tragicomica di una fuori sede
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Diari pisani


venerdì, 17 luglio 2009
Dubito
L'unica utilità che vedo, per il momento, in questo increscioso e alquanto ridicolo fatto delle Ronde, è che almeno non spendo i soldi miei per chiamare la polizia.
Quando minacciavano di girare armati e con strane divise da revival, mi facevano paura.
Adesso, non vedo come tre individui a piedi e disarmati possano essermi utili in qualsivoglia modo.
Mah.


cilidif | 14:28 | commenti (3)
hé politèia




mercoledì, 05 novembre 2008
My best wishes
Ho sempre pensato che il sintagma "Presidente Obama" suonasse bene. Speriamo che da oggi il Mondo cominci a cambiare un po'.
Yes, we can.


cilidif | 11:27 | commenti (1)
a sorpresa, hé politèia




mercoledì, 29 ottobre 2008
Mi dispiace
Essere così banale, ma di fronte a questo non mi viene altro da dire.
Stronzi.


cilidif | 10:57 | commenti (2)
riot, hé politèia




venerdì, 17 ottobre 2008
A vanvera
Ma Maroni, lui, l'ha mai scritto un libro denuncia contro la Camorra?


cilidif | 23:00 | commenti (2)
cogito, brevia, hé politèia




venerdì, 10 ottobre 2008
La Facoltà di Lettere
Ha le palle di farlo veramente.
Bravi.


cilidif | 18:32 | commenti (2)
riot, hé politèia, acta scholastica




mercoledì, 08 ottobre 2008
Riot: aggiornamento
Oggi si è tenuta l'assemblea di Ateneo in piazza dei Cavalieri. Al momento sono occupati il Polo Carmignani e la sala stampa del Rettorato. Una cosa del genere non si vedeva da tanto: abbarbicata alla scalinata della scuola Normale, ho scattato una foto. Giusto per non dimenticarmi di questo pomeriggio.



cilidif | 18:05 | commenti (2)
riot, hé politèia




lunedì, 06 ottobre 2008
Riot
In questi giorni, le Facoltà di Scienze, Ingegneria, Giurisprudenza, Lingue e Lettere dell'Università di Pisa hanno dichiarato lo stato di agitazione. Mercoledì pomeriggio al polo didattico di piazza dei Cavalieri ci sarà un'assemblea di Ateneo e decideremo sul da farsi in vista del colpo finale che all'Università sta per essere inferto dalla legge 133/2008. Scrivo questo sul blog nel tentativo di fare dell'informazione su quello che sta succedendo. Scrivo questo sul blog perché nessun ente privato, nessuna banca, nessuna impresa avranno interesse a prendersi carico di una facoltà come la mia, che vive dello status pubblico ed educativo che il suo sapere detiene. Non so quanti siano disturbati anche solo in minima parte dal fatto che Lettere morirà per prima, ma penso che le coscienze di tutti, e in particolare di quanti superficialmente vedono l'università italiana come un peso economico e un ricettacolo di mantenuti, non possano passare indifferenti di fronte alla morte di un ramo di sapere. Scrivo questo sul blog perché io per prima ho paura di quello che potrebbe succedere al blocco dell'attività didattica, ma lo scrivo perché so che nessuna protesta è senza costi. E questa protesta, questa in particolare, interessa tutti noi, che per non sacrificare il nostro tempo adesso, perderemo il futuro che i nostri studi e il nostro sudore meritano. Se Lettere morirà, sarà il caso limite di una situazione gravissima che colpirà comunque tutto il mondo universitario. E ci saranno consigli di amministrazione (di amministrazione) di facoltà di Ingegneria o Economia che potranno decidere della didattica e dell'impronta da dare alla ricerca. Dovremo fronteggiare il taglio di metà dei fondi destinati al Dottorato di ricerca -per la precisione alle borse di Dottorato-, e chi non farà il Dottorato perché non se lo può permettere non avrà modo di accedere alle graduatorie per l'insegnamento, perché allo stato attuale delle cose la SSIS è chiusa ma non è stata aperta nessuna altra via per inserirsi nel mondo della scuola.
E il fatto più grave e triste è che avremo atenei di serie A e atenei di serie B, e in quelli di serie A pagheremo tasse imposte dal CDA, non soggette a tetti massimi, mentre in quelle di serie B la qualità sarà mediocre e non aprirà porte di nessun genere, tanto meno quelle di una ricerca che non esisterà più.
Negli Stati Uniti ci sono dieci tra le prime università al Mondo. Dove ci si indebita di 90000 euro per studiare. E poi ci sono le piccole e sconosciute università che non servono a formare gli intellettuali e i professionisti di domani. Quel sistema non funziona, né vale la pena di farlo nostro, alla luce della storia di prestigio culturale che abbiamo alle spalle e del fatto che ne abbiamo le conseguenze sotto gli occhi.
L'Università è bella e vale, è fatta di persone che per la maggioranza lavorano nel silenzio dei dipartimenti, senza raccomandare amici, parenti e assistenti per avanzamenti di carriera. Il sapere, di qualsiasi tipo esso sia, non può e non deve rendere conto di sé stesso a logiche che vanno al di là dell'ambito pubblico e culturale, non può giustificarsi di fronte alle ragioni dell'economia, dell'impresa, della politica con cui esse sempre più spesso si confondono. Io penso che si sia giunti ad una svolta da cui non puoi guardare indietro.

"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza."
Antonio Gramsci, 1919


cilidif | 12:36 | commenti (5)
cogito, verismo, hé politèia, ad ventura, acta scholastica




giovedì, 11 settembre 2008
Sulla Riforma della Scuola
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Meno professori e meglio pagati? Benvengano allora le classi di trentacinque sedicenni che tengono in scacco il professore. Che finirà comunque su Youtube. Maestro unico? soluzione ottima, benché abbia lo strano profumo di bacchette per le mani e grembiuli neri. E quelli in esubero, tutti a zappare la terra insieme agli studenti rifiutati dalla selezione di classe. E a quelli che non si potranno permettere la scuola privata. Perché sono ben rare le famiglie che "si tolgono il pane di bocca" per mandarci i figli. Infatti dovrebbe essere dovere dello Stato garantire una scuola STATALE di qualità a tutti i suoi cittadini. E prendere i necessari provvedimenti per renderla tale. Anche il voto in condotta, anche gli esami a settembre rientrano a mio parere in questo campo. Ma non venitemi a parlare di ideologie malate, perché l'unica vera ideologia malata è quella del "giù la testa e fai la versione di latino, quel che accade fuori non è affar tuo". Quell'ideologia produce persone infallibili nel non rischiare mai di sbagliare. Nel non giocare la propria partita e le proprie idee.


cilidif | 14:01 | commenti (3)
hé politèia




domenica, 20 luglio 2008
Buon compleanno
"Buon compleanno, Compagna!"
Stasera, ore 22.00, sms da numero sconosciuto.


cilidif | 23:31 | commenti (3)
a sorpresa, brevia, hé politèia




venerdì, 18 luglio 2008
Un dubbio
Siccome stasera sono produttiva la butto lì: forse che Berlusca non si sia comprato Ronaldinho coi soldi nostri?
No vero?
Sono solo una mentecatta corrotta e qualunquista sinistroide che merita di finire i suoi giorni in un governo-più-che-ombra.
Fanculo.
Quando mi laureo me ne vado negli States. Almeno lì sì, che posso esprimere veramente le mie opinioni.















No, forse meglio Cuba, tanto l'aereo costa quasi uguale.
A parte che adesso senza Fidel non è più come una volta.
Beh, ma lì si paga l'ICI sulla prima casa?! No perché se si paga non ci posso mica andare, siamo matti che con tutti i soldi che noi giovani dobbiamo tenere da parte per le cose importanti, siamo matti che ci fanno pagare l'ICI sulla prima casa? In Italia, per esempio, che è un modello di Paese democratico, europeo, sviluppato, l'ICI sulla prima casa la risparmi, perché i soldi che non spendi ti servono per mantenerti intanto che nessuno ti ha ancora assunto anche se hai tre lauree, quindici master e diciassei dottorati e sai anche otto lingue aborigene.
Io penso di sapere dove se la dovrebbe infilare Tvemonti, l'ICI sulla prima casa.
Tutti ladri.


cilidif | 23:09 | commenti (3)
hé politèia