Di.
Boh.
Allora, c'è il protagonista che ha le visioni dall'età di nove anni. Poi suo padre muore e lui diventa ateo. Però continua a interessarsi alla mistica. Si interessa talmente tanto alla mistica che diventa biologo. Invece di fare il biologo normale, questo individuo si diletta di deprivazione sensoriale e immerge studenti volontari in vasche a forma di cilindro, li chiude dentro e registra i movimenti dei loro elettroencefalogrammi.
Poi decide di provare lui.
E parte la prima di una serie di visioni della durata di un torneo di Quidditch, che tu puoi anche andare a mettere su l'acqua della pasta e poi farti la doccia e sbrinare il freezer e quando torni c'è ancora lui che vede croci e fuoco e capre (?) e sua moglie erosa dal vento (?!).
Il brillante uomo di scienza va in Messico.
Riporta dal Messico un fungo allucinogeno che ti fa andare in trip strepitosi, in cui uccidi un cobra e dopo non te lo ricordi. Decide così di provare il fungo INSIEME alla deprivazione sensoriale e dopo vari tentativi riesce a raggiungere il sé-Primo.
Il che equivale a dire che si trasforma in una scimmia.
Corre in giro per la città , fruga nei cassonetti e poi va allo zoo e squarta una capretta. Lo trovano la mattina dopo, nudo e con un aspetto perfettamente umano, disteso nel prato dello zoo.
Nessuno gli crede.
E lui ci riprova.
Questa volta si porta dietro il migliore amico, il primario dell'ospedale e l'inutile moglie antropologa. Entra nella vasca, lo chiudono dentro e dopo un po' la vasca esplode.
Lui ha un'allucinazione di tre ore e mezza in cui attraversa i vari stadi della vita fino all'interessante condizione di cellula-uovo. La moglie entra nella stanza e attraversando un mare d'acqua, molta più di quella che razionalmente poteva entrare nella dannata vasca, raggiunge l'intrepido scienziato che si contorce tra violenti spasmi.
Si abbracciano e diventano di sabbia.
Poi tornano normali.
I due amici li riportano a casa e uno dice che non potrà mai più dormire se non diffonde la fantastica scoperta che è stata appena fatta (ma quale?). Il primario risponde che lui invece dormirà benissimo.
Vanno a dormire.
Intanto il mistico e l'antropologa fanno cose nel loro salotto. Poi lui dice che l'unica cosa che ha capito è che non esiste la Verità ultima, ma solo quella che per ognuno è la vita che sta vivendo nel presente, perché oltre c'è solo un terribile vuoto.
La mattina si svegliano e mentre sono lì nudi nel mezzo del salotto lui ha una tipo ricaduta e quando lei gli si avvicina e lo tocca diventano di nuovo di sabbia.
Poi tornano normali, si baciano e finisce il film.
Risate assicurate.
non devo
guardare
gli episodi di House
o parte di essi
su Youtube
prima
che siano disponibili
in una lingua
a me COMPRENSIBILE
TOTALMENTE.
Sto facendo del gran casino e non sto capendo niente.
E visto che siamo in tema di mettere in chiaro, sottolineo che al momento ho un vuoto di creatività , forse dovuto alla permanenza per più di tre giorni in terra lombarda piovosa e fredda che sembra ottobre e non maggio. E' per questo che il blog sembra uno di quei siti abbandonati che nessuno apre più da mesi o anni. Del resto se non hai niente da dire è meglio che non parli e questa è la mia filosofia spiccia della domenica sera, dopo dieci minuti di auto badilata nella schiena guardando spezzoni di una cosa che mi piace in una lingua che mi piace ma che mi viene presentata in una variante oltreoceanica poco congeniale.
Saluti.
Ieri sera ho visto The Dreamers di Bernardo Bertolucci. Un'ultima occasione, prima che qualche buontempone teocratico ce lo vieti: ché in periodo di elezioni non si sa come staremo tra un mese. Passata la sensazione di trovarmi di fronte al primo porno della mia vita, il menage tra i due gemelli e il ragazzino americano, tanto innocente da far tenerezza, mi ha catturato per tutti i lunghi e intensi 130 minuti del film. Un ritiro catartico di queste tre anime traboccanti cultura e imploranti individualità, in un appartamento borghese che lentamente si trasforma in un luogo di condivisione prima intellettuale, fino a raggiungere il piano più elevato, tanto profondo da asfissiare quasi, che è quello della sessualità. Insieme è insieme, sempre. Sullo sfondo della verginità perduta dei tre, la parigi del Maggio Francese, il maggio della rivolta sovvertitrice e del vento nuovo. Eppure il Sessantotto resta sullo sfondo degli intrecci fisici e psicologici che portano l'appartamento di Rue Saint Germain a diventare sempre di più una prigione dorata per tre giovani che fanno del loro essere intellettuali un motivo di ricerca di sé e del proprio intimo essere, lasciando l'irrompere della Storia, di cui sono parte ma da cui si autoescludono, come tema per lunghe discussioni bagnate di vino e accompagnate dalla musica indimenticabile di quegli anni: Joplin, Hendrix, Deep Purple.
Una riflessione distaccata e senza pregiudizi, quella di Bertolucci: senza pregiudizi morali, sociali, storici. Una riflessione sull'essere intellettuali in un mondo che cambia, sul ruolo della Cultura nella Storia, sul ruolo dei giovani nella società. Senza nasconderci niente, fino quasi a urtare, Bertolucci disvela un mondo psicologico malato di rinnovamento, che finisce per salvarsi dal suo sogno intellettuale solo quando il vetro infranto di una finestra riporta la Storia nel film che tre ventenni si sono creati.
Tra gli arancini fatti dall'amante e portati alla moglie incinta, la scena hard sul tavolo con le conchiglie, il cane Crevalcore ("Mamma torna! Mamma tornaaaaaaa! Vaffanculo!"), il ballo invasato sulla veranda, il palloncino per terra sotto la pioggia mentre i due scoprono nuovi orizzonti du una pila di cassette della frutta, e il ristorante con le lettere dell'insegna bruciate, sono scaturite delle osservazioni.
Uno: il conteggio delle scene di sesso del film, che dà vita a un nuovo genere, l'avant-porno.
Due: potevano sceglierne direttamente una brutta, invece di far crescere i peli alla Cruz e truccarla da battona.
Tre: il protagonista è una persona malata.
Quattro: la Cruz dovrebbe cancellare il film dal proprio curriculum.
