Diari pisani
martedì, 02 dicembre 2008
Mensa timeUno dei miei passatempi preferiti di donna indipendente è andare a mangiare in mensa da sola. Tale attività è considerata dai più fonte di immensa ed incurabile tristezza, motivo per il quale mi trovo spessissimo seduta da sola al tavolo di un gruppo. Ed è qui che assaporo la gioia tutta privata dell'ascolto passivo delle conversazioni altrui.
Ho sentito matricole disputare del metodo migliore messo in pratica per copiare alla Maturità , studenti affetti da epilessia che nascondevano la cosa all'allenatore di calcio, i già citati studenti di Fisica che facevano moto armonico in pineta, un tizio che nottetempo ha caramellato una caffettiera, una che si fa mandare la spesa via posta prioritaria dalla mamma siciliana... ho sentito ragazzine dalla voce irritante che si lamentavano dei genitori che negavano il permesso di andare a Roma per Capodanno, ho sentito chi si lamentava della pasta, chi del riso, ho visto qualcuno portarsi via una forchetta e un coltello, che chissà quando mai uno ne avrà bisogno e mancano sempre.
Ma oggi. Oggi ho pranzato di fianco a due esemplari del genere umano di sesso maschile, fermi allo stato neanderthaliano della specie. Hanno dibattuto e riso sguaiatamente come due comari di Trastevere, per circa mezzora, mangiando in due da un solo vassoio. Apparentemente lamentavano problemi relativi alla mensa stessa, guai con le tessere o chissà che cosa potesse spiegare la presenza di un vassoio solo. Poi, poco prima di alzarsi e lasciarmi in pace a finire il mio budino, uno dei due dichiara: "Certo, la legge non ammette ignoranza, però non era scritto da nessuna parte che uno non poteva pranzare due volte di fila".
Ho sentito matricole disputare del metodo migliore messo in pratica per copiare alla Maturità , studenti affetti da epilessia che nascondevano la cosa all'allenatore di calcio, i già citati studenti di Fisica che facevano moto armonico in pineta, un tizio che nottetempo ha caramellato una caffettiera, una che si fa mandare la spesa via posta prioritaria dalla mamma siciliana... ho sentito ragazzine dalla voce irritante che si lamentavano dei genitori che negavano il permesso di andare a Roma per Capodanno, ho sentito chi si lamentava della pasta, chi del riso, ho visto qualcuno portarsi via una forchetta e un coltello, che chissà quando mai uno ne avrà bisogno e mancano sempre.
Ma oggi. Oggi ho pranzato di fianco a due esemplari del genere umano di sesso maschile, fermi allo stato neanderthaliano della specie. Hanno dibattuto e riso sguaiatamente come due comari di Trastevere, per circa mezzora, mangiando in due da un solo vassoio. Apparentemente lamentavano problemi relativi alla mensa stessa, guai con le tessere o chissà che cosa potesse spiegare la presenza di un vassoio solo. Poi, poco prima di alzarsi e lasciarmi in pace a finire il mio budino, uno dei due dichiara: "Certo, la legge non ammette ignoranza, però non era scritto da nessuna parte che uno non poteva pranzare due volte di fila".
cilidif | 17:20 | commenti (4)
cibo, verismo, ad ventura
lunedì, 27 ottobre 2008
AprosdòketonArrivati al segno numero 6 dei 2341789000 che l'alfabeto sanscrito prevede, ecco che l'intera classe viene sbattuta fuori dall'aula da una signora con megafono che urla "uscite tutti! uscite tutti! c'è un incendio!". E così, dopo aver atteso questo momento per tre settimane di interminabile introduzione alla cultura antico indiana, mi ritroverò a commentare l'inutile fuga dall'incendio inesistente davanti a una ciambella con la panna, insieme al collega D. che addenta un krafen.
cilidif | 12:01 | commenti
amici, cibo, ad ventura, acta scholastica
sabato, 29 dicembre 2007
VisioniE poco fa, guardando al cinema Leoni per Agnelli, già mi vedevo nel prossimo futuro di laureata in Lingue e Culture del Vicino e Medio Oriente:
1) bocca tappata dalla modernissima posizione dell'Italia nella classifica della libertà di stampa;
2) avvolta dal velo islamico, scribacchiare la verità sull'Iran per Indimedia, in uno scantinato di Teheran;
3) rapita;
4) Nobel per la Pace/Pulitzer;
La 1 può stare con tutte le altre; la 3 offre la possibilità di fama assoluta per circa una settimana; la 4 è effetto delle scaloppine con panna mangiate a cena; la 2...
...no, è che anche Indimedia va preso con le pinze, a volte.
Dài, facciamo Repubblica (ancora le dannate scaloppine: nonna, che ci metti in quella pentola?)
1) bocca tappata dalla modernissima posizione dell'Italia nella classifica della libertà di stampa;
2) avvolta dal velo islamico, scribacchiare la verità sull'Iran per Indimedia, in uno scantinato di Teheran;
3) rapita;
4) Nobel per la Pace/Pulitzer;
La 1 può stare con tutte le altre; la 3 offre la possibilità di fama assoluta per circa una settimana; la 4 è effetto delle scaloppine con panna mangiate a cena; la 2...
...no, è che anche Indimedia va preso con le pinze, a volte.
Dài, facciamo Repubblica (ancora le dannate scaloppine: nonna, che ci metti in quella pentola?)
cilidif | 22:08 | commenti
cibo, cogito, hé politèia, ad ventura
giovedì, 27 settembre 2007
Peccati di GolaVicino a casa di CIlidif, nel raggio di 200 metri, ci sono, nell'ordine: una lavanderia, il negozio dell'Università (che cosa venda non mi è ancora dato di sapere), una copisteria, una libreria antiquaria e La Casa della Panna.
E' quest'ultimo un piccolo, stretto barettino senza servizio ai tavoli. Il soffitto è una volta di mattoni rossi. Sembra essere lì da sempre.
Cilidif è stata indirizzata lì da Profeditaliano, la sua insegnante di Lettere del Liceo (nonché principale responsabile del petrarchesco fatto verificatosi nel precedente post). Cilidif non ha tanto capito come Profeditaliano facesse a sapere di detto barettino, ma si fida e lo cerca. Incredibilmente, è vicinissimo a casa sua, sulla strada per la Facoltà.
Cilidif e Mediatrice entrano e ordinano:
Brioche con panna
Cappuccino con panna e crema di nocciola
Altro cappuccino uguale.
Spendono 5 euro.
La Casa della Panna è un posto paradisiaco.
E' quest'ultimo un piccolo, stretto barettino senza servizio ai tavoli. Il soffitto è una volta di mattoni rossi. Sembra essere lì da sempre.
Cilidif è stata indirizzata lì da Profeditaliano, la sua insegnante di Lettere del Liceo (nonché principale responsabile del petrarchesco fatto verificatosi nel precedente post). Cilidif non ha tanto capito come Profeditaliano facesse a sapere di detto barettino, ma si fida e lo cerca. Incredibilmente, è vicinissimo a casa sua, sulla strada per la Facoltà.
Cilidif e Mediatrice entrano e ordinano:
Brioche con panna
Cappuccino con panna e crema di nocciola
Altro cappuccino uguale.
Spendono 5 euro.
La Casa della Panna è un posto paradisiaco.
cilidif | 12:19 | commenti (9)
cibo, scoperte
