Diari pisani
venerdì, 27 febbraio 2009
Lo soE' iniziato il nuovo semestre, ho preso un trenta e lode, un ventotto e un calcio nel sedere con invito a tornare ad aprile. E mi sono persa, ho sbagliato orari, ho scoperto corsi già avvenuti che pensavo di frequentare, sono andata a casa, poi tornata a Pisa, ho fatto notte fonda, ho visto tantissimi film tra cui Thelma e Louise (che mi ha segnato profondamente) e mi sono fatta le meches, tagliata un metro di capelli e ritinta le meches del mio castano naturale e confortante.
Nel frattempo qui sopra (qui dentro?) sono passate 10000 e passa persone e non so quanti si siano chiesti perché ultimamente non scrivo quasi più.
Me lo sono chiesta anche io.
E la verità è che avevo iniziato questi diari quando Pisa era un posto "altro", di cui narrare l'eziologia in una sorta di quaderno da esploratore. E così ho condiviso col mondo le sensazioni che ho provato a partire da casa mia a 19 anni e andare da sola, come tanti altri, a cercare una strada verso il futuro. E me ne sono scelta una anche abbastanza panoramica, devo ammettere. Per cui ho raccontato quello che vedevo dal finestrino, e ho descritto i profumi che assaporavo quando mettevo fuori la testa.
Adesso che di anni ne ho 21, che saranno anche un'inezia, ho come la sensazione di essere scesa per sempre dal treno. Ho chiuso la pila, lo zaino, il cappello e la tuta kaki da esploratrice in un armadio e ho buttato la chiave, perché sono diventata parte di questi luoghi. E ora mi sento respirare profumi che non sanno più di straniero, e calpesto strade a cui voglio bene.
Questo non sarebbe mai potuto accadere senza certi meravigliosi esemplari di razza umana in cui mi sono imbattuta per destino o coincidenza, che hanno contribuito a rendere miei questi luoghi. Inutile che nomini chi sa di essere in questo breve ma fondamentale computo: ogni incontro per me è un'occasione di dire grazie di esserci e di popolare le mie giornate.
E diventare parte di questi posti ha aggiunto magia al ritorno a casa e all'incontro con chi è là, togliendo di mezzo per sempre il nodo alla gola che mi accompagnava ad ogni saluto. Per questo adesso i piatti della bilancia sono in pari.
Per questo, adesso, sento che è venuto il momento di chiudere bottega e legare un nastro intorno ai miei diari.
Ho in serbo dei progetti, altri li ho accantonati con dolore, altri ancora sono di là da venire.
Quando partirò per qualche altro posto, può darsi che ci ritroveremo sulle pagine di qualche altro Diario.
Nel frattempo qui sopra (qui dentro?) sono passate 10000 e passa persone e non so quanti si siano chiesti perché ultimamente non scrivo quasi più.
Me lo sono chiesta anche io.
E la verità è che avevo iniziato questi diari quando Pisa era un posto "altro", di cui narrare l'eziologia in una sorta di quaderno da esploratore. E così ho condiviso col mondo le sensazioni che ho provato a partire da casa mia a 19 anni e andare da sola, come tanti altri, a cercare una strada verso il futuro. E me ne sono scelta una anche abbastanza panoramica, devo ammettere. Per cui ho raccontato quello che vedevo dal finestrino, e ho descritto i profumi che assaporavo quando mettevo fuori la testa.
Adesso che di anni ne ho 21, che saranno anche un'inezia, ho come la sensazione di essere scesa per sempre dal treno. Ho chiuso la pila, lo zaino, il cappello e la tuta kaki da esploratrice in un armadio e ho buttato la chiave, perché sono diventata parte di questi luoghi. E ora mi sento respirare profumi che non sanno più di straniero, e calpesto strade a cui voglio bene.
Questo non sarebbe mai potuto accadere senza certi meravigliosi esemplari di razza umana in cui mi sono imbattuta per destino o coincidenza, che hanno contribuito a rendere miei questi luoghi. Inutile che nomini chi sa di essere in questo breve ma fondamentale computo: ogni incontro per me è un'occasione di dire grazie di esserci e di popolare le mie giornate.
E diventare parte di questi posti ha aggiunto magia al ritorno a casa e all'incontro con chi è là, togliendo di mezzo per sempre il nodo alla gola che mi accompagnava ad ogni saluto. Per questo adesso i piatti della bilancia sono in pari.
Per questo, adesso, sento che è venuto il momento di chiudere bottega e legare un nastro intorno ai miei diari.
Ho in serbo dei progetti, altri li ho accantonati con dolore, altri ancora sono di là da venire.
Quando partirò per qualche altro posto, può darsi che ci ritroveremo sulle pagine di qualche altro Diario.
cilidif | 15:45 | commenti (8)
adieu
