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Diari pisani


giovedì, 29 maggio 2008
La storia infinita
E così, dopo aver dolorosamente lasciato i due Irlandesi ai loro studi, la vacanza a Dublino si è trasformata in una specie di cosa che prevede diversi treni e una barca nel sud della Francia, al modico prezzo di non so bene quanto, perché quelli di Trenitalia non ti mettono il costo dei treni internazionali sul sito E non ti fanno dire il prezzo dal call center, a meno che non sia perché li ho chiamati alle quattro di mattina - l'orologio del blog rispetta un fuso diverso -. Continuo comunque a pensare che se un call center è attivo 24h/24 non c'è gusto a chiamare negli orari d'ufficio. E così domani mattina andrò in stazione, dove gli impiegati sono notoriamente simpatici e gentili, a chiedere di persona, e non potrò dissimulare l'infarto del miocardio che subirò alla risposta. Perché lo so che costerà.
Di tutta la serata, mi resta il ricordo delle traduzioni dei siti francesi che si vantano di avere la versione italiana. Se non che tale versione è tradotta o da Google o da Topo Gigio e ti scrive "equipaggiamento lettereccio" inventando il neologismo del secolo.


cilidif | 03:11 | commenti (2)
amici, ad ventura




martedì, 27 maggio 2008
Orrore e raccapriccio
Quattro ore per NON riuscire a prenotare sei stupidi biglietti aerei Milano-Londra e Londra Dublino. I furfantoni della Ryanair che ti fanno il prezzone super basso e poi ti chiedono 30 euro a valigia, 10 euro per fare il check in e probabilmente altri 15 per lasciare giù le mutande prima di imbarcarti. L'ostello che ha prezzi da hotel di media categoria e bisogna controllare se ha l'acqua calda. La stramaledetta carta di credito dell'Università (sì, esiste) che fa solo finta di essere una VISA perché a quanto pare nessun sistema, da Hostelworld a Ryanair, la riconosce come tale.
Ho quasi mille euro di soldi altrui nella carta e non so come usarli. Se entro dieci minuti non concludo qualcosa, prendo il primo volo per Atene e mi seppellisco nel museo archeologico. O qualche altro dannato posto che vorrei visitare. Ah, no: non mi funziona la carta di credito.
Sono serate come queste che mi fanno sputare il duodeno dal naso e il cervello dagli occhi.
'notte.


cilidif | 00:38 | commenti (7)
verismo, ad ventura




domenica, 25 maggio 2008
Cosa ho fatto
Nel periodo in cui non ho postato:
sono tornata a Pisa per due giorni per verbalizzare l'Inutile Laboratorio di Latino; sono andata al mare tossico di Rosignano Solvay; mi sono scottata con il sole tossico di Rosignano Solvay, che sembra Chernobyl mascherata con più piante e più persone e il tennis club; mi sono spalmata l'aloe sulle ustioni di quarantacinquesimo grado che mi ricoprono; ho camminato per tredici chilometri in un pomeriggio; ho preso dei treni; ho pensato; ho studiato; ho guardato i famosi spezzoni di House che NON dovevo vedere; ho fatto la babysitter a una unenne parlante ("Pacu! Ceh-cih-ja! Mami, tato, papi! Nu! Leo! Anda, Angio, Angia, Anto, Ste! Apri! Su! Acqua! Aho! Mimmi! Pompom! Desi! Op! Tuc!").


cilidif | 23:33 | commenti
ad ventura




Mettiamo in chiaro
Io
non devo
guardare
gli episodi di House
o parte di essi
su Youtube
prima
che siano disponibili
in una lingua
a me COMPRENSIBILE
TOTALMENTE.

Sto facendo del gran casino e non sto capendo niente.
E visto che siamo in tema di mettere in chiaro, sottolineo che al momento ho un vuoto di creatività, forse dovuto alla permanenza per più di tre giorni in terra lombarda piovosa e fredda che sembra ottobre e non maggio. E' per questo che il blog sembra uno di quei siti abbandonati che nessuno apre più da mesi o anni. Del resto se non hai niente da dire è meglio che non parli e questa è la mia filosofia spiccia della domenica sera, dopo dieci minuti di auto badilata nella schiena guardando spezzoni di una cosa che mi piace in una lingua che mi piace ma che mi viene presentata in una variante oltreoceanica poco congeniale.
Saluti.


cilidif | 23:24 | commenti
film, cogito




mercoledì, 21 maggio 2008
Sì
Questo blog pullula di vita.


cilidif | 14:47 | commenti (3)





martedì, 20 maggio 2008
Morire a Massalia
Antica colonia della città greca di Focea, l'odierna Marsiglia si chiamava un tempo Massalia e prosperava come faro della cultura greca in mezzo a tutti quei silenziosi e truci Galli, Celti o Galati che li si chiami. E così a Massalia, dove i giovani troppo grassi pare venissero multati e le donne rispettavano la regola dell'astensione dal vino, ci poteva anche essere la persona che, da sempre e in ogni contesto sociale, politico, etnico, volesse togliersi la vita.
Ecco, a Massalia se ti volevi levare di mezzo, bastava che presentassi al Consiglio cittadino una richiesta in carta semplice con espresse chiaramente tutte le tue motivazioni, curando di avere un tono persuasivo nei confronti di chi doveva leggere la domanda di suicidio. Seguiva una discussione al termine della quale se i giudici ritenevano che tu a ragione volessi morire, ti facevano pervenire a casa la dose di cicuta che ritenevano bastasse allo scopo.


cilidif | 21:05 | commenti (1)
scoperte, acta scholastica




Beviamo insieme
Quinta ginnasio, prima lettura di testo d'autore, benché in traduzione. Programma: Simposio di Platone.
Seconda liceo Classico, prima traduzione integrale di un testo. Programma: Simposio di Platone.
Primo anno di Lettere, corso di Estetica. Programma: Simposio di Platone.
Sono indecisa se considerare ciò una fortuna o una presa per il culo.


cilidif | 20:03 | commenti (2)
libri, esami, brevia, acta scholastica




venerdì, 16 maggio 2008
Poi
Siccome sono sfigata, stendo sul terrazzo il salsicciotto anti-spifferi appena lavato dalle incrostazioni di quando ci si rovesciò sopra il sapone intimo apertosi nello zaino. Che poi lo zaino stinse sul salsicciotto e insomma. Allora lo stendo. Mi preparo per andare a comprare il biglietto del treno. Guardo fuori dalla finestra. E piove.


cilidif | 13:46 | commenti
verismo




stamattina
Svuoto l'armadio, l'armadietto, i cassetti, la scrivania, la libreria, il pavimento -sì,anche il pavimento-, il davanzale della finestra. Pulisco il lavabo, lo specchio, le mensole. Preparo una quantità industriale di borsoni e mi preparo spiritualmente al viaggio di ritorno a casa. Da adesso a settembre vedrò Pisa solo nei giorni d'esame.


cilidif | 13:40 | commenti
brevia




martedì, 13 maggio 2008
Tema: una bella giornata.
Oggi, ora imprecisata. Mi sveglio e vado all'università. C'è la prova scritta di latino.
Della prova scritta di latino non ci si capisce nulla, tanto che medito il suicidio intelligente soffocandomi nel dizionario. Consegno e vado a casa con l'umore ad altezza marciapiede.
Oggi, ore 12.55. Ho fame e vado a mensa. A mensa c'è l'intera popolazione pisana tra i 20 e i 63 anni in attesa di cibo. Tento di mettermi in coda e mi assale la nausea. Vado via.
Trovo una pizzeria e chiedo una pizza da portare a casa e mangiare nella quiete della mia stanzina. Me la fanno. Cazzo, non ho neanche un euro. Bancomat? No, l'importo è inferiore ai dieci euro. Ok, vado a prelevare dall'altro lato della strada. "Carta illeggibile" mi ricorda che il mio bancomat si è tristemente smagnetizzato standosene nel portafogli come ogni normalissima carta di credito. Cazzo. Sì, di nuovo.
Corro.
Verso casa.
Entro.
Trovo la suora della portineria che guarda con trasognata disapprovazione la telecamera sul portone, dove una mia compagna parla con ben due esemplari di Homo Sapiens Sapiens di sesso maschile. La suora non mi caga. Poi: "Scusa ecco le chiavi. Stavo controllando una cosa... hai inteso?". No. Sguardo di compassione. Mi da le chiavi. Vado, prendo i soldi dalla scorta sotto il cuscino e ritorno in pizzeria. Pago, porto via e finalmente mangio.
Nel mentre, dalla finestra di fronte a me noto la seguente scena: uno stupido gabbiano mangia uno stupido piccione morto sullo stupido tetto a tegole rosse dell'altra ala del collegio.

Aggiornamento pre-serale: ho rotto la mia unica tazza di ceramica. Il microonde è dunque off limits.
Il piccione è sempre schifosamente lì, ora in compagnia di un corvo che lo trova delizioso. La natura a volte fa veramente ribrezzo.


cilidif | 13:47 | commenti (2)
verismo, ad ventura